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ADIR-AGL E' COMPARTO DI AGL (AGL , Alleanza Generale del Lavoro (confederazione sindacale dei lavoratori) codice fiscale: 97624870156; atto costitutivo (e statuto) registrato presso l'Agenzia delle Entrate, DP I MILANO-UT di Milano 1, in data 04/06/2012, serie 3, n.7107- sede naz.le: Via Privata Duccio di Boninsegna 21, 20145 Milano, presso A.N.V.G. Associazione Nazionale Volontari di Guerra-Federazione di Milano, tel.3886296743, fax +39/1782736932, Whatsapp 3455242051, e-mail agl.alleanzageneraledellavoro@gmail.com ; e-mail certificata: alleanzageneraledellavoro@pec.it )

giovedì 8 agosto 2013

INCENDI SARDEGNA: GLi F-35 COMINCIANO A COSTARCI CARO!

“””””””””Cronache
08/08/2013 - il caso

La Sardegna è assediata dagli incendi,
decine di evacuati da case e alberghi

Una notte di lotta contro il fuoco,
grave un allevatore che ha sfidato
il rogo. Ed è polemica sui Canadair
nicola pinna
cagliari
Vista dall’elicottero del Corpo forestale, la Sardegna è una gigantesca graticola. C’è fumo dovunque, le fiamme sono ancora alte in molte zone e dove c’erano paradisi verdi ora c’è una distesa nera. Il fuoco continua a tenere l’isola in emergenza: la paura è iniziata mercoledì pomeriggio e in diverse province si continua a lottare. La notte è stata difficile e all’alba l’incubo non era ancora svanito.
Nei dintorni di Ghilarza, in provincia di Oristano, sono state evacuate decine case e in ospedale c’è un allevatore di 52 anni in condizioni disperate per aver sfidato il rogo che stava divorando il suo ovile. A Laconi, un altro paese dell’Oristanese, stamattina la Protezione civile ha ordinato lo sgombero di una casa di riposo: un incendio minaccia da ieri sera la zona di Bingixedda e quaranta anziani stamattina sono stati portati via d’urgenza.
In tanti hanno passato la notte sotto il cielo: troppo rischioso tornare a casa e qualcuno ha dormito nelle aule delle scuole messe a disposizione dai sindaci. L’apparato regionale antincendi è ancora in massima allerta: da ieri pomeriggio le squadre a terra e tutti gli elicotteri lavorano ininterrottamente. In campo anche i canadair che la Protezione civile nazionale ha schierato all’aeroporto di Olbia: sono solo due e anche stavolta si è capito che non sono sufficienti per fronteggiare un’emergenza.
Quella di ieri era considerata una giornata a rischio e le previsioni sono state rispettate: la temperatura ha raggiunto i quarantadue gradi e con la complicità del vento i piromani hanno fatto scattare l’assedio. I roghi sono partiti tutti quasi contemporaneamente nel primo pomeriggio e solo al tramonto c’è stata una breve tregua. In realtà è stata un’illusione, perché dopo poco tempo il fuoco è ripartito addirittura più aggressivo. Soprattutto nei piccoli centri dell’Alto Oristanese, dove è stata incenerita una fetta di territorio estesa quasi duemila ettari e molti animali non sono riusciti a fuggire dalle stalle per mettersi in salvo. «Ci hanno mandato un canadair, ma si è guastato quasi subito: il secondo è arrivato poco prima delle 20 ed è dovuto tornare alla base perché stava già calando il buio – polemizza il sindaco, Stefano Licheri - È impossibile vincere la guerra contro gli incendi avendo a disposizione solo due aerei in una giornata come questa».
Di primo mattino l’emergenza è scattata nuovamente nel Sassarese: oggi le fiamme sono divampate nelle campagne di Burgos, mentre ieri pomeriggio ci sono stati interminabili momenti di paura alla periferia di Sassari, a ridosso di un deposito ferroviario. Forestali ed elicotteri ancora al lavoro anche nella provincia di Cagliari: tra Isili e Nurallao le campagne ardono da ieri e questa mattina i quaranta detenuti di una colonia penale sono stati trasferiti in tutta fretta.  “””””””””

COMMENTO ADIR-AGL:

La dotazione dei Canadair, per la lotta contro gli incendi, è stata ridotta del 50% .L'azione di contrasto agli incendi boschivi è una emergenza , quella di dotarsi di mezzi aerei militari d'attacco, no.I Canadair sono l'unico mezzo efficace e di pronto soccorso contro gli incendi in luoghi difficilmente raggiungibili dai mezzi terrestri. Per avere una minima idea di cosa ci può aspettare teniamo presente che nel 2012 si sono registrati 8.700 incendi che hanno distrutto 100mila ettari di superficie boschiva.E ciò lo scorso annno, quando la flotta aerea statale era ancora composta da trenta veicoli . Spesso è successo che l'Italia abbia avuto necessità di chiedere in prestito dei Canadair alla vicina Francia (si tratta in realtà di noleggi a costi orari elevatissimi). Ma la Francia non ha una flotta di Canadair tanto maggiore dell'Italia. E' in grado di prestarceli perche le servono di meno.In Francia, grazie ad una più efficace opera di manutenzione del territorio e di sorveglianza, ad una più severa normativa sulla inedificabilità delle zone devastate dal fuoco, incendiare boschi "per autocombustione" è più rischioso, e meno redditizio che in Italia.
Ma quella degli F35 è solo la punta dell'iceberg.Cose ben più gravi stanno accadendo, in silenzio, in ogni Regione, ad opera delle relative Amministrazioni, riguardo a riduzioni sconsiderate di spese e pseudo razionalizzazioni. Ad esempio c'è in tutta Italia una riduzione dei distaccamenti dei Vigili del Fuoco, col risultato di allontanare i Vigili dal luogo di intervento con aumento pericolosissimo dei tempi.Poi i mancati rimborsi e sovvenzioni ai volontari che si occupano del settore antincendio e che spesso non hanno nemmeno i soldi per il carburante per muovere i mezzi in caso di emergenza. Pertanto novanta cacciabombardieri Lockheed (ah, quanti bei ricordi!...) Martin F-35 Lightning "contro" quindici Canadair.ed un solo elicottero Ab412 operativi su tutto il territorio nazionale.
Un F-35 costa 200 milioni di euro. UnCanadair costa 24 milioni di euro.
Un’ora di volo di un F-35 costa 25mila euro, un’ora di volo di un Canadair 14mila euro.
Vicenda esemplare , questa degli F35.
L'aula del Senato ha approvato la mozione di maggioranza (frutto dell'intesa Pd - Pdl) sui cacciabombardieri F35. Il testo votato a Palazzo Madama, nella versione già passata alla Camera, impegna il Governo "a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito, ai sensi dell'articolo 4 della legge 31 dicembre 2012, n. 244".
L'adesione al programma JSF, siglata per la prima volta dall'Italia nel 1998 (con la firma dell'allora presidente del Consiglio D'Alema) non è in discussione, ma vengono 'congelati' ulteriori acquisti in attesa dell'indagine conoscitiva sui sistemi d'arma che le commissioni Difesa di Camera e Senato dovranno compiere. Tuttavia, secondo il Consiglio supremo di Difesa, presieduto da Giorgio Napolitano, la prescrizione voluta dalla maggioranza non è attuabile. Il Consiglio supremo di Difesa ha ribadito che la titolarità delle scelte sull'ammodernamento delle forze armate, quindi anche sugli F-35 spetta al governo.

Sugli F35 Pentagono ha rilevato 13 difetti costruzione, una serie di difetti gravi e tuttora non risolti nei prototipi, difetti in parte non eliminabili perché legati strutturalmente al progetto stesso. La Lockheed Martin e le Forze Armate italiane, dopo l'aspro dibattito parlamentare sull'acquisto dei caccia, hanno cancellato la pubblica cerimonia di apertura dello stabilimento di assemblaggio dei caccia F35, a Cameri (Novara).  Ma i lavori per l'assemblaggio del primo F-35 destinato all'Italia sono già cominciati e il cacciabombardiere dovrebbe essere completato nel secondo semestre del 2015.
Ogni anno gli incendi in Italia provocano danni di miliardi.  I territori bruciati e quindi senza vegetazione sono una delle principali cause delle alluvioni, con tutte le conseguenze del caso, che spesso significano anche perdite in termini di vite umane.
Non si provi, da parte delle lobby dei fabbricanti di nuovi sistemi d'arma, ad agitare il ricatto occupazionale (quanti posti di lavoro si sarebbero persi in caso di rinuncia agli F35) né, da parte dei vertici delle Forze Armate e del Ministro, a argomentare che le Forze “armate” in quanto tali, lo devono essere in maniera moderna, aggiornata e competitiva.
Di quali siano le capacità di coloro che ci dovrebbero difendere da minacce esterne ne abbiamo avuto prova da come è stata gestita la vicenda dei due Marò. Vengono i brividi a pensare cosa potrebbero combinare, questi vertici politico-militari, nel caso in cui effettivamente fossimo attaccati. Per intanto, si sono portati avanti nel lavoro, acquistando aerei difettosi.
Se è così che la nostra classe dirigente intende agganciare la ripresa, possiamo veramente stare tutti freschi!



ADIR-AGL Vigili del Fuoco

martedì 6 agosto 2013

PERCHE' ALL'OPINIONE PUBBLICA E' INDIFFERENTE LA RIORGANIZZAZIONE(E GLI ESUBERI) DEL MINISTERO DEL LAVORO?

Analogamente a quanto avviene per le visite a sorpresa dei leader politici in Afghanistan,il 31 luglio il Ministro del Lavoro Giovannini si è catapultato, inaspettato, alla riunione Ministero/Sindacati sulla riorganizzazione del Ministero.In pratica, come si può leggere in un comunicato congiunto di alcune organizzazioni sindacali, "si procede allo svilimento delle funzioni degli uffici territoriali con la trasformazione di 12 Direzioni Territoriali in Uffici Presidio di livello non dirigenziale. Nel contempo, però, si rafforzano le competenze a livello centrale creando ad hoc una Direzione Generale per  l'Ufficio di Gabinetto e aumentando di 2 uffici il  Segretariato Generale trasformando quest'ultimo  da mero ruolo di coordinamento ad un ruolo operativo". Si afferma poi come "vengano maggiormente"tagliate" le funzioni dirigenziali  sul territorio, svilendo così il ruolo delle Direzioni Regionali e Territoriali del Lavoro, a vantaggio degli uffici dell'amministrazione centrale. Non è pensabile, infatti, che su un totale di 56 posti di funzioni dirigenziali di seconda fascia vengano ridotte ben 38 posizioni a carico degli uffici del territorio e soltanto 18 negli uffici centrali;(...) l'accorpamento nei capoluoghi di regione delle aree metropolitane delle Direzioni Regionali del Lavoro con le Direzioni Territoriali del Lavoro porterebbe ad una situazione di assoluta ingestibilità soprattutto in quei casi dove, oltre all'accorpamento dei due uffici, è prevista anche la responsabilità di un altro ufficio che diventerà Ufficio presidio." 
Ovviamente i Sindacati hanno gradito la visita a sorpresa, hanno fatto presente che non era stata data loro la possibilità di  analizzare prventivamente quel documento e di fare proposte e con fiducia sperano di poterne ridiscutere col Ministro (che ovviamente è andato lì solo perchè non potesse nessuno accusarlo di aver timore di presentarsi in prima linea). Il prosieguo è già segnato: il Ministero farà come vuole e i Sindacati dovranno solo scegliere con quale bevanda aiutarsi ad ingoiare il rospo.
Ciò, sottolineiamo noi,  avviene in contemporanea a un altro taglio derivante dalla spending review (che sicuramente riguarderà anche molti lavoratori di quel Ministero):Il Dipartimento della Funzione Pubblica in data 01.08.2013 ha inviato alla Corte dei Conti, per la registrazione, la circolare n. 3/2013 relativa all'applicazione dell'articolo 2 del Decreto Legge sulla spending review (Dl 95/2012), cioè alla risoluzione del rapporto di lavoro ed al pensionamento in deroga per il personale in esubero della pubblica amministrazione.La disposizione riguarda 
circa 7800 dipendenti e dirigenti in esubero delle PP.AA.
Questo Ministro, a suo modo, è stato scelto in maniera oculata, badando alla cura delle fonti del catastrofismo in materia di diffusione dei dati occupazionali ed economici. E' l'ex Presidente dell'ISTAT. Da una recente interrogazione parlamentare, che potrete leggere qui:
http://www.regioni.it/it/show-aula_interrogazione_su_nomina_presidente_pro_tempore_istat_030713/news.php?id=305370 
si coglie, nelle voci riferite dalla deputata, una frase illuminante:"
l'ultimo presidente, Enrico Giovannini, si è dimesso» lo scorso 28 aprile, ricopre la carica di Ministro del lavoro e, stando alle notizie diramate dagli organi di stampa, la nomina pro tempore sarebbe stata disposta per il periodo durante il quale Giovannini, attuale presidente, svolge le funzioni di Ministro del lavoro e delle politiche sociali." Ossia: stranamente, non sembra proprio sia stato reciso il cordone ombelicale tra neo Ministro e ISTAT e i più attenti lettori avranno colto l'uso impeccabile che di recente Giovannini fa di dati provenienti (o commissionati) proprio dall'ISTAT (che, ricordiamo, dovrebbe essere in teoria un istituto indipendente dalle maggioranze di governo).
Ecco forse spiegata la strana nomina a Ministro del Lavoro di uno studioso dal curriculum eccezionale ma, guarda caso, privo di qualsiasi aggancio ai compiti d'Istituto del dicastero di Via Flavia. Carenza, probabilmente, colmata dalla recentissima nomina a (super) segretario generale del Ministero (nel silenzio tombale di tutti i sindacati) di colui che è stato in questi anni  il massimo responsabile (in stretta collaborazione con la lobby dei consulenti del lavoro) dell'attività di vigilanza del Ministero del Lavoro. Con grandi risultati evidentemente, come emerge ad esempio (ve ne avremmo potuto proporre altri cento simili) dal seguente articolo recentemente pubblicato:
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Sardegna: architetto disoccupato in inverno, cameriere (in nero) d’estate




Francesco si è laureato in architettura quattro anni fa, ha fatto diversi tirocini in Italia e all’estero, manon ha mai trovato un lavoro nel suo ambito che gli permettesse di stabilizzarsi. “Non ho cercato solo in Sardegna”, ci tiene a precisare, “parlo inglese e un po’ di spagnolo, quindi sono disposto a trasferirmi all’estero, anzi è il mio obiettivo. Purtroppo vedo solo annunci di tirocini da tre o sei mesi, la maggior parte senza retribuzione o comunque mal pagati”. Niente di nuovo, triste realtà di tutti i giorni per molti giovani laureati italiani.
Non è abituato a rimanere con le mani in mano. “Ho sempre fatto mille lavoretti pur di essere indipendente dai miei genitori mentre studiavo: cameriere, magazziniere, lavapiatti, porta pizze… con me la cazzata che ‘i giovani d’oggi non vogliono fare certi lavori‘, che leggo su molti giornali, non attacca“. Da più di un mese Francesco lavora come cameriere in un hotel della Costa Smeralda e non è la prima volta che fa la stagione estiva. Come per tanti ragazzi sardi, l’unica ricchezza che lascia il turismo nella sua terra è un lavoro da cameriere sottopagato, ai limiti della legalità.
Ho iniziato facendo una settimana di prova, naturalmente non pagata, e dopo mi hanno preso. Quando ho chiesto di firmare il contratto mi hanno detto che non c’era nessun problema, che avrebbero dovuto sistemare solamente alcuni dettagli in amministrazione, e che nel giro di una settimana sarebbe stato pronto”. Il contratto però non è mai apparso, nonostante Francesco abbia insistito più volte sia con il direttore che con l’amministratore dell’albergo. ”Mi dicevano sempre che era questione di giorni, che non dovevo preoccuparmi, che il contratto sarebbe stato retroattivo, che mi avrebbero pagato persino la settimana di prova, etc., ma nel frattempo luglio è finito”.

Ti hanno pagato il mese di luglio? “Ora ti racconto come è andata: a fine mese sono stato chiamato nell’ufficio del direttore, mi ha dato una busta con dentro 1100 euro, poi ha sfilato 100 euro dal suo portafogli, dicendomi: questo è per gli straordinari, siamo proprio contenti di te. Mi sono sentito davvero incomodo, era una sceneggiata volgare e offensiva”.
Per quale motivo? ”Perché lavoriamo tutti almeno 2 ore extra al giorno, moltiplicale per 30 giorni…vuol dire che mi hanno pagato poco più di 1 euro all’ora per un mese di straordinari. E per giunta in nero! Senza contare i giorni di riposo non pagati…”
Cosa hai fatto? ”Ho preso la busta con lo stipendio e gli ho chiesto se il contratto fosse pronto…” Cosa ti ha risposto? ”Il turismo non è più quello di una volta, mi ha detto, quindi per ora non possiamo farti un contratto regolare. E poi ha aggiunto ammiccando: ma tranquillo, neanche gli altri hanno un contratto“. Questo vuol dire che stai lavorando in nero, senza assicurazione, senza contributi, senza Tfr… ”Senza un cazzo, esatto”.
Ti è già successo in passato? ”In genere è difficile che ti assumano regolarmente per questo genere di lavori. Finché si tratta di fare qualche extra in pizzeria, non mi lamento, però se devo lavorare per 3 mesi in un hotel, pretendo un contratto regolare. Eppure è pieno di hotel che fanno questo gioco, qui in Costa. Nel mio caso speravo di essere stato chiaro sin dall’inizio, ma a quanto pare adesso mi hanno messo davanti alla scelta: o così o niente“.
Cosa farai? ”All’inizio volevo denunciarli, poi ho cambiato idea”. Perché? ”Tanto non serve a niente, l’Ispettorato del Lavoro di segnalazioni di questo tipo ne riceve centinaia ogni anno, eppure gli stessi hotel continuano ad aprire regolarmente ogni estate. Ti sei mai chiesto perché?”.
Mi sembra strano che non facciano nessun controllo a sorpresa… ”Controlli a sorpresa ne sono arrivati anche a luglio, ma l’amministratore viene avvisato sempre qualche giorno prima, in maniera informale. Quando arrivano, gli agenti delle forze dell’ordine entrano direttamente nell’ufficio del direttore, parlano con lui e poi se ne vanno. Basta”. Queste affermazioni sono gravi… ”È il segreto di Pulcinella, da queste parti le cose funzionano così. Lo sanno tutti”.
Quindi non sporgerai denuncia? ”Il prossimo anno voglio andare a vivere all’estero, voglio lasciare la Sardegna, voglio lasciare l’Italia. Mi servono quei soldi… E anche se lasciassi questo lavoro, sarei comunque costretto a fare il cameriere per 30 euro al giorno, sempre in nero, in una pizzeria della mia città. Se mi va bene”.
Hai pensato di cercare lavoro in un altro albergo, lì in Costa Smeralda? ”Avevo trovato altri due posti che cercavano personale, ma questo era l’unico hotel che aveva promesso di farmi un contratto“.
La Sardegna potrebbe vivere di solo turismo, dicono alcuni. Certo. Magari in futuro, dopo che milioni di tramonti si saranno tuffati nel nostro azzurro mare. E avremo costruito strade sicure, trasporti pubblici puntuali, ci saranno imprenditori onesti, strutture alberghiere moderne a prezzi convenienti, controlli delle forze dell’ordine impeccabili, esisterà una vera continuità territoriale, una cultura della legalità e del rispetto del lavoratore rinnovata; la prosperità internazionale permetterà nuovamente di viaggiare sempre di più e tutti vorranno visitare la nostra isola, sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno...
Certo, la Sardegna potrebbe vivere di solo turismo, se…
di Marco Nurra | @marconurra
(foto: sardegnadigitallibrary.it)""""""""""


E' chiaro adesso perchè, nel momento in cui apprende che uffici del Ministero del Lavoro vengono chiusi sul territorio e che funzionari e dirigenti vengono licenziati e che a quelli che rimangono lo stipendio non viene aumentato per il blocco dei contratti,  l'opinione pubblica (quella che vota alle elezioni) tira un sospiro di sollievo?
E non è più chiaro quale dovrebbe essere l'effettivo impegno dei sindacati ministeriali, ossia non difendere l'indifendibile (rendendosene complici) ma ripulire dall'interno la Pubblica Amministrazione depurandola da chi la tradisce? 

lunedì 15 luglio 2013

IMMIGRATI SARANNO ASSUNTI DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. IL SENATO HA APPROVATO, TRA POCO LO FARA' LA CAMERA DEI DEPUTATI.

Il disegno di legge europea 2013 apre i concorsi pubblici ai cittadini stranieri che abbiano la carta di soggiorno.Anche i lavoratori stranieri potranno partecipare ai concorsi pubblici, aspirando a un posto da insegnanti o impiegati.
Il Senato gli ha dato il via libera ed ora è passato alla Camera per l’approvazione definitiva. È stato assegnato alla Commissione Politiche dell'Unione Europea, che ha iniziato a esaminarlo.
Il testo adegua la normativa italiana a quella europea, evitando o bloccando procedure di infrazione e tra le altre cose, sul fronte del pubblico impiego, equipara i cittadini extracomunitari titolari di un permesso Ce per lungo soggiornanti ai cittadini dell’Ue. Potrebbero quindi essere assunti dalla Pubblica Amministrazione, tranne che nei posti dove si esercitano pubblici poteri o si tutela l’interesse nazionale (non potrebbero, quindi, diventare magistrati o militari).
In particolare, l’articolo 7 del ddl modifica le “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” (d. lgls.165/2001), secondo le quali, già oggi, “i cittadini degli  Stati  membri  dell'Unione  europea  possono accedere ai posti di lavoro presso le amministrazioni  pubbliche  che non implicano esercizio  diretto  o  indiretto  di  pubblici  poteri, ovvero non attengono alla tutela dell'interesse nazionale”.
Nel disegno di “legge europea 2013” si allarga questa possibilità “ai loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente”.  Ma anche “ai cittadini di Paesi terzi che siano titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o che siano titolari dello status di rifugiato ovvero dello status di protezione sussidiaria”.
Si prevede l'approvazione prima della sospensione dei lavori per la pausa estiva, anche in considerazione dell'altissimo numero di procedure di infrazioni pendenti nei confronti dell'Italia”.
Clicca qui sotto per il testo integrale.
A.C. 1327. .S. 588. - "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2013" (approvato dal Senato) (1327)

venerdì 17 maggio 2013

SOSPENSIONE MA NON SOPPRESSIONE DELL'IMU: JUST AN ILLUSION

L'AGL valuta come pasticciata e inefficace la sospensione dell'IMU. Noi eravamo (e siamo) per l'eliminazione e la restituzione della stessa. Contrariamente a quanto affermato da tanti ideologhi schierati, riteniamo che le imposte non debbano avere valenza punitiva (penalizzare in maniera fine a se stessa le ricchezze accumulate) ma essere modulate in maniera da creare la combinazione più credibile affinchè alla fine della fiera, il risultato sia maggior reddito prodotto e ricchezza generata.
Chi sono in Italia i proprietari di quegli immobili di recente sommersi fino al collo dall'IMU? Fondamentalmente dei risparmiatori (perchè il canale fondamentale del risparmio in Italia è (era?) l'investimento immobiliare).E e quindi, per lo più, lavoratori. Per di più indebitati per i mutui contratti. Quindi cornuti e mazziati. Analoghe perplessità abbiamo sempre avuto per altri due totem spesso evocati sempre dalla stessa corrente di pensiero. Le tasse sulle transazioni finanziarie e quelle sul lusso. Riflettiamoci bene: non cancellano le ingiustizie ma tagliano le gambe a settori che creano lavoro e reddito, dirottando altrove denaro e investimenti. E creando quindi le condizioni per maggiore disoccupazione, alla lunga e bassi stipendi nel breve. E quando si dice che queste risorse andrebbero a finanziare servizi essenziali, si mente sapendo di mentire. Perchè tutti sappiamo che il grosso di esse (anche nei Comuni, indipendentemente dal loro colore politico) va a alimentare la macchina burocratica, le consulenze concesse a amici degli amici e gli appalti inutili. Le famiglie e i più deboli abbandonati sono e tali continueranno ad essere. Non è possibile che nelle Amministrazioni pubbliche si pratichi costantemente la politica dei due tempi: prima i soldi (da divorare) poi riforme, razionalizzazione, dimagrimento, riorganizzazione (mai visti). E' un gigantesco imbroglio che solo una minoranza degli italiani, per il momento è riuscita a cogliere e a trasformare in controproposta politica. Il risparmio va agevolato, non disincentivato (ci risulta che paesi più evoluti del nostro stiano facendo proprio il contrario del governissimo) E poi una domanda: se voi foste tra i proprietari di immobili interessati, come reagireste a questo salto nel buio della sospensione (e non della soppressione) dell'IMU? Avreste le idee più o meno chiare sulle vostre prospettive di risparmio, sul destino dei vostri soldi, sull'opportunità o meno di consumare di più? Vogliamo dire che, agendo in tal maniera, il governo non ha messo di fatto più saldi nelle tasche degli italiani , da dirottare in più consumi, ma ha congelato a tempo indeterminato e incerto quelli che pensiamo siano ancora soldi nella nostra disponibilità. E soprattutto non ci ha rassicurato su che fine farà il risparmio in immobili. Come faremo a stupirci se a breve constateremo fenomeni evasivi tesi a salvare il salvabile da parte del contribuente-risparmiatore?

giovedì 11 aprile 2013

AL VIA A MILANO IL PROCESSO PER L'AVVELENAMENTO DI UN FARMACISTA DA PARTE DI UN IMPRENDITORE DELL'AUTOTRASPORTO: IPOTESI INQUIETANTI AL VAGLIO DEI GIUDICI


Molti ricorderanno il fatto di cronaca che ebbe qualche tempo fa risonanza nazionale. L'anomalo omicidio, tramite avvelenamento, da parte di un imprenditore in difficoltà dell'”amico” farmacista.
La vicenda torna alla ribalta (lo testimonia l'articolo apparso ieri sulla cronaca milanese di Repubblica e che qui riportiamo) perchè è arrivato il momento dell'inizio del processo. Saranno i giudici a dirimere la questione e non sarà un compito facile. Certo, la linea difensiva dell'imprenditore scelta da parte dell'Avvocato Andrea Benzi, del Foro di Milano, se le gravi ipotesi che innanzitutto la Squadra Mobile ha avanzato (delitto consumatosi all'interno di un giro di usura in cui sono coinvolti anche pregiudicati appartenenti a clan mafiosi) saranno confermate dai giudici , non potrà non dipingere anche un preoccupante affresco delle condizioni nelle quali la piccola impresa oggi si trova a operare nel nostro Paese, in particolare al nord. L'imprenditore, Gianfranco Bona, era a capo di una impresa dell'autotrasporto che contava una ventina di dipendenti. Il nostro Sindacato, l'AGL, si è adoperato in prima persona, nei mesi scorsi, tramite accordi individuali stipulati in sede sindacale, affinchè per i lavoratori fosse garantita una uscita indolore dall'azienda ormai cessata e a rischio di fallimento. Una vicenda amarissima che dimostra come due questioni, pur da tempo all'ordine del giorno della polemica politica (le Pubbliche Amministrazioni che non saldano i propri debiti con le imprese fornitrici e il ruolo sconcertante da parte del sistema bancario nel creare più difficoltà possibili al sistema delle imprese e ai suoi lavoratori) irrisolte per mancanza di volontà da parte di chi ha governato finora il Paese, stanno mietendo vittime (pensiamo ai suicidi) tra imprenditori, professionisti e soprattutto i lavoratori e le loro famiglie che finiscono sul lastrico. In Italia si suol dire che il potere pubblico si muove tardi sulle situazioni più a rischio e solo quando ci scappa il morto. Ecco, qui non solo i morti ci sono da mesi ma abbiamo l'impressione che un po' tutti ci stiamo facendo l'abitudine. Non solo quindi un paese in decadenza per la crisi globale ma, purtroppo , un'Italia che sta sempre più sprofondando nell'indifferenza, nella violenza e nella barbarie. Inutile dire che se è la mafia l'unico prodotto italiano per il quale va a gonfie vele sia l'esportazione (valga a dimostrarlo l'ultimo libro di Saviano in cui si osserva che il modello italiano è sempre più il punto di riferimento per le più spietate cosche nel mondo) sia il mercato interno (assieme all'usura può entrare nelle vite di tutti, come questo fatto di cronaca conferma) allora sono in pericolo la convivenza civile e la democrazia. E significa pure che la spinta propulsiva delle vecchie associazioni anti mafia e anti usura forse si è esaurita e finalmente è arrivata l'ora che ogni partito, ogni sindacato (come noi dell'AGL), ogni organizzazione datoriale, ogni ordine professionale debba prendere in mano queste bandiere, senza più delegarle ad avanguardie solitarie.

domenica 17 marzo 2013

ECONOMIA: SAPER DISTINGUERE TRA FALSE E VERE SOLUZIONI

Concordiamo con chi osserva che la pur vituperata cura Monti stia producendo, a confronto con altri paesi, pure indebitati meno di noi, un miglioramento relativo della nostra situazione, facendo riferimento al tasso di crescita del debito, al debito aggregato, alla solidità patrimoniale e all'avanzo primario. E ci richiama al rischio che una minore crescita del debito, però, possa condurci ad una maggiore recessione. Pure sul fatto che la maggiore pressione fiscale porti a minore competitività e minori consumi. I dati della nostra industria manifatturiera, della meccanica, dell'agricoltura, rapportati a quelli della concorrenza internazionale, sarebbero confortanti se non fosse per il crollo del nostro mercato interno e per lo svantaggio fiscale comparato delle nostre aziende. La soluzione potrebbe essere quella di forzare i vincoli europei accelerando i pagamenti alle imprese dei debiti della PA e frenare la pressione fiscale. Ma quest'ultima , se attuata, comprometterebbe, riducendo il gettito, la possibilità, per lo Stato, così come organizzato (male) di effettuare i primi. Ecco perchè riteniamo che le vere soluzioni siano due: riorganizzare da zero la Pubblica Amministrazione perchè è solo lì che possono aversi veri risparmi e combattere e vincere la guerra contro il credit crunch iniziando, come Stato, a minacciare di esproprio e nazionalizzazione le imprese bancarie che perseverassero in questa condotta restrittiva del prestito alle imprese e alle famiglie. E' questa la vera, ultima battaglia, da vincere per riappropriarci del nostro destino. Più urgente della riforma elettorale (che non faranno), della riduzione dei costi della politica (importante per il segnale, non per le quantità) e dell'inseguimento di fantasmi analoghi.
La discriminante vera dello scenario politico nell'immediato futuro sarà tra chi vorrà veramente combattere questa guerra nello Stato e nelle Banche e chi non avrà interesse a farlo, resistendo passivamente e in maniera opportunistica ed attendista. Il contesto potrà essere di ripresa dalla crisi o , come si mormora, di fallimento e rovina, ma questo non è prevalentemente nelle nostre mani. La battaglia interna, invece, si.